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thermo ellipsis londra

|Novità| Thermo Ellipsis

Il nuovo arrivato nella famiglia dei termoarredi Project the Sign

Thermo Ellipsis è un termoarredo interamente in ceramica che nella forma ricorda i classici radiatori ma trova il suo sviluppo sul piano verticale con i suoi 185 cm di altezza.

Disponibile in tutta la gamma di colorazioni Project the Sign, Thermo Ellipsis è perfetto in ogni ambiente diventando un’unione tra modernità e tradizione.

STIL'E' OTTOBRE 2013

Stil’è: Termo-arredi di design in ceramica

Dietro un progetto di design sta un segno tangibile, che può cambiare il concetto di arredamento e aiutare gli architetti a personalizzare i loro interventi: Project The Sign (www.projectthesign.it) è proprio questo: una società che ha iniziato a produrre oggetti di design caratterizzati da un alto livello di servizio e utilità per l’arredo casa. Occorre però fare un passo indietro: Projet The Sign nasce come brand della società Project, specializzata nella modelleria per il settore ceramico del comprensorio di Civita Castellana. L’azienda fornisce competenze e conoscenze ai clienti, riuscendo a offrire servizi alle aziende sanitarie e fornendo stampi in gesso o e resina. L’utilizzo delle macchine a controllo numerico permette inoltre a Project di supportare le aziende che desiderano proporre serie di estrema qualità. Con il marchio Project The Sign, spiega Marco Pasquetti, amministratore e proprietario, “entriamo sul mercato con una nostra linea a marchio, producendo per primi un termo-arredo di alto design in ceramica. Ci collochiamo, con il prodotto Termo “S”, in una nicchia particolare e nuova, a livello tecnologico. In genere, questi oggetti sono realizzati in alluminio o acciaio: il nostro termoarredo è completamente realizzato in ceramica, abbinando in questo modo una buona resa a livello termico alla resistenza. Il risultato è un capolavoro d’arte per gli occhi”, una linea che non si interrompe e che conduce all’infinito. La prima serie è stata disegnata dallo studio DiciannoveDieciDesign del designer Flavio Scalzo. Termo “S” scalda più per irraggiamento che per conduzione ed è dotato di buona inerzia termica, si raffredda dunque lentamente. “Abbiamo scelto di puntare sul design, e di proporre un termo-arredo
che fosse accattivante e personalizzabile, nonché producibile in pochi numeri”, precisa Pasquetti. Con Termo ‘S’, l’azienda ha varcato le soglie di un nuovo business, che intende ampliare e ulteriormente migliorare
anche grazie a investimenti mirati. A breve tutte le fasi di lavorazione – cottura compresa – verranno effettuate internamente.

abitare aprile

Stil’è: Termo-arredi di design in ceramica: belli e funzionali

Nata come brand della società Project, specializzata nella modelleria per il settore ceramico del comprensorio di Civita Castellana, Project The Sign produce oggetti di design ad alto livello di servizio e utilità per arredo casa. Con questo marchio, “entriamo sul mercato con una nostra linea, producendo per primi un termo-arredo di alto design in ceramica”, spiega Marco Pasquetti, amministratore e proprietario. “In genere, questi oggetti sono realizzati in alluminio o acciaio: il nostro termoarredo è completamente in ceramica, abbinando una buona resa a livello termico alla resistenza. Il risultato è un capolavoro d’arte per gli occhi”.

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Flavio Scalzo su “ID Interior Design”

Sempre più spazi nelle riviste di settore sono dedicati al designer FLAVIO SCALZO (Studio DiciannoveDieciDesign) e sempre più in evidenza è la collaborazione con PROJECT THE SIGN.

Infatti i prodotti realizzati in questa collaborazione sono considerati sempre di più OPERE D’ARTE e non solo elementi di arredo.

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GLAMOUR.IT parla del “THERMO S”

Nome: Il thermo”S”di Flavio Scalzo – Studio DiciannoveDieciDesign by Project The Sign

Che cos’è? Un apparecchio radiante appeso come un’opera d’arte.

Si chiama thermo “S” e coniuga bellezza funzionale e calore estetico.

Dove: Padiglione Satellite – Fiera Rho

Quando: Dal al 14 di Aprile

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“THERMO S” at SALONE DEL MOBILE 2013″

Un appuntamento particolarmente atteso con i Saloni, alla Fiera di Rho, è quello con il Salone Satellite, concepito sedici anni fa da Marva Griffin. Edizione dopo edizione ha portato alla ribalta alcune fra le migliori firme del design contemporaneo. Sono ammessi designer under-35, per un numero massimo di tre volte entro la fatidica soglia d’età. Le candidature sono selezionate da una giuria internazionale, ogni volta diversa, che comprende imprenditori, giornalisti e operatori del settore. Alla stregua di tutti gli altri espositori della fiera, i giovani designer affittano a pagamento uno stand all’interno dei Padiglioni 22 e 24, con ingresso dedicato e accessibile gratuitamente al pubblico per tutta la durata della manifestazione (9-14 aprile).

Il tema di questa 16ma edizione recita: “Design e artigianato insieme per l’industria”. Come spiega Griffin, la curatrice: “Ho voluto porre l’attenzione sulla tradizionale integrazione fra la prestazione artigianale e le moderne possibilità che offrono la tecnologia e l’organizzazione industriale. Nel design l’esperienza manuale, la conoscenza dei materiali è fondamentale per la progettazione e per il sviluppo industriale dei prodotti. Per questo ho voluto ricreare quattro botteghededicate rispettivamente al metallo, al legno, affidate a due artigiani di Cantù – non vi svelo però ancora il nome – e al vetro. Per quest’ultima ho invitato Massimo Lunardon di Vicenza. In passato anche lui ha partecipato al Satellite, e ora realizza i prototipi per le più importanti aziende italiane. Cureranno ogni giorno dei workshop pubblici dimostrativi. Naturalmente non ho potuto non considerare anche l’artigianato digitale, invitando per questa quarta ‘bottega’ il collettivo Arduino di Torino. Girerà anche per la città con un camper attrezzato”.

Un altro momento clou è la premiazione, prevista mercoledì 10 aprile alle 15.00, per il SaloneSatellite Award. Il premio giunto alla quarta edizione premierà i migliori progetti fra quelli iscritti dai partecipanti al Satellite, e visibili in una mostra in uno spazio apposito all’interno dei padiglioni. Ci saremo per raccontarvelo.

Anche quest’anno sono circa settecento i designer – alcuni ve li presentiamo con le foto di loro progetti. Provengono da 33 Paesi, compresi i neo laureandi di 17 Scuole e Università di design. Fra queste 10 alla loro prima partecipazione. Dall’Italia: l’Accademia Italiana Arte Moda e Design di Firenze e Roma, la Seconda Università degli Studi di Napoli e l’Università degli Studi di Enna “Kore”. Altre new entry: dal Brasile (Universidade de Caxias do Sul), Cina (Beijing University of Technology – College of Art and Design), Estonia (Tallin University of Technology), Finlandia (Helsinki Metropolia University of Applied Sciences ), Germania (Burg Giebichenstein), Puertorico (Escuela Internacional de Diseno – Universidad del Turabo) e Taiwan (National Taiwan University of Science and Technology).

Fra i diversi gruppi nazionali che hanno confermato la loro presenza, come i designer dell’associazioneWBDM (Wallonie-Bruxelles Design/Mode) e di Melbourne Movement (collettivo fondato nel 1999 da Kjell Grant, designer e docente alla RMIT University) e Chile-Prochile (associazione governativa per la promozione del Cile all’estero) la Malesia è presente con una maggiore rappresentanza di giovani leve. Come di consueto, approderanno a Milano, come ospiti, anche i tre vincitori del SaloneSatellite Moscow 2012, premiati in ottobre scorso: i lettoni Ligita Brege e Rodion Zenevich e il russo Yaroslav Misonzhnikov.

il bagno

“THERMO S” su “IL BAGNO – oggi e domani”

C’è da tempo una scuola romana o laziale – e quello civitonico, qualche decennio addietro regno della stoviglieria, è rimasto l’unico distretto dove nasce la ceramica sanitaria – le cui storie sono riconducibili al ricordo dei più anziani o ai due musei Doccia e Cerro di Laveno, che ne perpetuano l’esistenza alle giovani generazioni.

Flavio Scalzo è un designer che opera nel Lazio conosciuto negli istituti romani dove si insegna a progettare. Dalle mani di questo giovane, che a voluto cimentarsi con la ceramica, nasce un termo-arredo dalla forma sinuosa che diventa segno grafico sulla parete.

Realizzato da Project The Sign, azienda che – manco a dirlo – opera a Civita Castellana, il radiatore si accompagna al lavabo Segno, così attezzato – come ci ha raccontato Fabio Pasquetti direttore tecnico dell’azienda – per segnalarne l’essenzialità formale e la generosità delle dimensioni. (OGC)

SALA ETNICA3

Presentazione Nuovo “Thermo S Sculptor”

Gli oggetti che hanno accompagnato l’uomo, nel suo percorso evolutivo sono sempre stati lo specchio del progresso.

Nell’ammirare la produzione della  Project   The Sign  si ha la sensazione che l’uomo abbia superato un altro limite,  cioè il limite che la tecnologia imponeva alla forma.

Ogni strumento ha sempre ricordato o fatto intuire la sua funzione, adesso gli apparecchi radianti della Project sono completamente svincolati da limiti tecnologici che impongono determinate forme o dimensioni.

Un apparecchio radiante, liberato dai limiti tecnologici, diventa una decorazione ambientale, un oggetto da ammirare, da esporre, da godere, come si fa con un’opera d’arte.

La forma non è più limitata dalla sostanza.

Si è risolta una necessità pratica con una risposta molto evoluta tecnicamente, funzionalmente e soprattutto esteticamente.

Le varianti cromatiche realizzabili, permettono di inserire un oggetto personalizzato in qualsiasi ambiente, il disegno, che ricorda le anse del Meandro, allude allo scorrere del fluido che scalda l’ambiente e il cuore.